Risposta ufficiale alla crociata contro il festival celtico

È notizia recente che due parrochi della comunità cadorina, Don Alessandro Coletti e Don Simone Ballis, mossi da un certo tipo di fondamentalismo religioso, abbiano lanciato una “crociata anti pagana” contro un festival celtico, invitando i propri fedeli a “fare attenzione”. Per l’esattezza si tratta della terza edizione del Trumusio festival celtico, in programma sulle rive del lago delle Tose di Calalzo nel weekend dal 2 al 4 giugno.

Nell’intervista rilasciata a Corriere delle Alpi, soprattutto Don Alessandro, ci tiene a sottolineare più volte come un bravo cristiano non partecipa a certe occasioni pagane, nonostante il suo buon intento a non offendere nessuno e a non creare polemiche.

Peccato che predica male ed è il primo a generare malumori, tensioni, schieramenti e…Offese!
Si, perché alimentato anche da un certo tipo d’ignoranza e oscurantismo religioso, ci tiene a sottolineare come i suoi riti sono migliori di quelli pagani, poiché con quest’ultimi “non sai a chi affidi la tua unione” o “a chi ti rivolgi nel chiedere purificazioni”.
Il prete ignora, probabilmente volutamente, che i neopagani venerano un qualcosa di visibile e di cui fanno parte: la natura, immersi in una concezione animista e panteista della realtà.

Come Tempio e Sacerdotesse di Dea Serpente, troviamo davvero assurdo dover discriminare i riti pagani ancora nel 2023, fatto che per eventi di altre religioni patriarcali e ufficialmente riconosciute non sarebbe mai successo.

Mettere in guardia i propri fedeli dal prendere parte a un semplice festival perché include anche aspetti spirituali, nello specifico qualche rito e conferenza ma con partecipazione del tutto facoltativa e lasciata alla scelta del singolo individuo, è davvero un atto discriminatorio e da non trascurare, da non lasciar passare nel silenzio. Merita una risposta, un coro unito di risposte.

Probabilmente i due don hanno paura di perdere qualche fedele (che poi, uno dei principi delle spiritualità neopagane, è il non fare proselitismo poiché non esiste un’unica verità) e così hanno sentito la necessità di sminuire un qualcosa che ignorano e non vogliono conoscere, preferendo basarsi su studi falsati e comportamenti deplorevoli.

Oltre tutto ciò sarebbe da ricordargli ai due preti non solo che il festival rievoca una parte della nostra storia, per la precisione dell’influsso delle popolazioni celtiche su queste terre, ma anche di come il cristianesimo ha attinto a piene mani dalle culture e religioni precedenti, storpiando simboli e feste, assorbendo dove faceva comodo e demonizzando ciò che non comprendevano.

Lasciamo anche il link all’articolo originale: https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2023/05/25/news/parroci_contro_festival_celtico_calalzo-12823389/

Testo di Morgana Marco Vettorel e Nicla dell’Edera, vietata la riproduzione senza permesso.

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